Vincenzo Fasciglione

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Vincenzo Fasciglione è nato a Napoli il 10 ottobre del 1933 nel popolare quartiere Chiaia, in Santa Maria in Portico, fra Mergellina e Santa Lucia, a cento metri dalla Villa Comunale e dal lungomare Caracciolo. 

Si è abbeverato, alla cultura popolaresca: le voci dei venditori, le serenate, con chitarre e mandolini, il lamento ritmato dei questuanti, le processioni ed i canti religiosi, sono stati la colonna sonora che hanno accompagnato i suoi primi anni di vita.

Il profumo dei giardini della Villa Comunale e l’olezzo dei pesci saltellanti nelle reti dei pescatori, hanno arricchito il suo olfatto. 

Il variegato colore del mare e lo splendore del sole in tutte le stagioni hanno illuminato le sue visioni giovanili. 

Successivamente si trasferì in collina, portando nella nuova comunità l’entusiasmo e la gioia di vivere accumulata nel quartiere di origine. 

Nella nuova comunità, operaia e contadina, organizzò attività culturali e sociali, promuovendo l’amore per il teatro, fondando e gestendo giornali locali, organizzando manifestazioni culturali.

Nel frattempo coltivava in cuore la poesia dialettale e tutto quello che aveva attinenza con la storia e le tradizioni della città, pertanto è facile riscontrare nella sua produzione poetica o letteraria l’influsso popolaresco, piscatorio ed agreste.

Solo nel 1984 trovò il coraggio di esternare il suo animo di poeta pubblicando una piccola raccolta intitolata «’Mmescafrancesca», cioè miscellanea, miscuglio, in cui inserì ricette per dolci accanto a poesie in dialetto, cioè sacro e profano, non chiarendo mai quale fosse il sacro.

Successivamente sostenne di avere trovato il coraggio di rendere pubblici i suoi pensieri poetici quando gli era subentrata la “vanità senile”.

È stato, per ben 41 anni, funzionario di un Ente parastatale, collaborando contemporaneamente per tantissimi anni ad un settimanale, ad un quindicinale ed a Bollettini aziendali, con l’oscuro lavoro di redazione.

Da diversi anni collabora a giornali e riviste culturali, e, con continuità, alla Rivista “Ribalta” ed al giornale umoristico “6 e 22”; alla prima testata dedica, mensilmente, un racconto, in dialetto o in lingua, una poesia, cronache di avvenimenti culturali e la rubrica “invito alla lettura”, che segnala nuovi libri di poesia o di argomento inerente la cultura e la storia napoletana o campana. 

Al giornale umoristico “6 e 22” dedica un raccontino, appunto umoristico, e versi di satira politica o di costume intitolati «’A ballata d’ ’o fesso». Aderisce a molte Associazioni Culturali cittadine attivandosi per il loro funzionamento, con partecipazione a spettacoli teatrali, mostre e giornali. 

È orgoglioso di essere stato membro attivo del “Salotto Tolino”, organizzato dal Poeta Salvatore Tolino, dal quale ha appreso l’amore per Napoli, per la poesia dialettale e la gioia per la vera amicizia. 

È Vice Presidente dell’Associazione Nazionale Poeti e Scrittori dialettali.

Per contattare Vincenzo Fasciglione puoi scrivere all'indirizzo e-mail info@vincenzofasciglione.com


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